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Ticino in testa anche nelle insolvenze

Ticino in testa anche nelle insolvenze

Sono 124 i fallimenti di imprese ticinesi durante i primi quattro mesi del 2017, ovvero un aumento dell’undici per cento rispetto lo stesso periodo nella “sonnenstube” svizzera.

In ogni momento della nostra giornata lavorativa siamo confrontati con numeri e statistiche: ordinativi, vendite, cifra d’affari e, purtroppo, mancati pagamenti.

Se iniziamo a parlarne con colleghi, concorrenti e amici che lavorano in altre aziende scopriamo che tranne pochissimi settori abbiamo tutti lo stesso problema. “Mal comune mezzo gaudio”? Non credo proprio! In questo caso doppia maledizione!

Dopo otto anni in questo settore mi rendo conto che il problema è più di natura culturale. Si parla di “crisi” senza renderci conto che stiamo utilizzando questa parola da oltre 5 anni.

Allora la domanda corretta da porsi diventa: crisi o nuova era? Nuove dinamiche di mercato, nuovi approcci e nuovi metodi di lavoro: chi è stato più attento ed ha saputo leggere i segnali di cambiamento si è mosso in anticipo ed ha retto l’urto, anzi è anche cresciuto ed ha migliorato il suo introito prendendo ciò che altri hanno perso!

Se leggiamo i numeri, purtroppo, non tutti sono stati così abili: in Ticino poi la situazione è regolarmente peggiore rispetto gli altri cantoni.

A inizio anno è stata pubblicata una tabella di confronto dei fallimenti rispetto lo stesso periodo del 2016 e cosa scopriamo? Fallimenti per insolvenze: raddoppiati rispetto l’anno precedente! In Ticino non si era mai vista prima una situazione del genere. Secondo il 731b CO, è possibile aprire delle procedure di fallimento se si riscontrano lacune nell’organizzazione di una società. Il testo della legge è chiaro: se la società è priva di uno degli organi prescritti o uno di tali organi non è composto conformemente alle prescrizioni, un azionista, un creditore o l’ufficiale del registro di commercio può chiedere al giudice di prendere le misure necessarie.

Un aumento di tale proporzione certifica ancora una volta che lavorare bene all’interno del cantone non è facile al giorno d’oggi e che servono misure per tutelarsi.

La cosa che più mi stupisce è che molte informazioni che possono tutelare le aziende sono gratuite e immediatamente fruibili: basta uno smartphone. Il famoso Zefix, se utilizzato in modo sistematico e corretto, può prevenire più della metà dei problemi.

Vi fornisco tre esempi che accadono quotidianamente e che si possono prevenire con Zefix:

 

  1. Il debitore non fornisce le generalità dell’azienda in modo corretto: nome errato, SA al posto di SAGL o individuale, indirizzo sede e fatturazione non corretto. Sapete cosa accade? Avete fatturato ad una società “diversa/ non esistente” da quella del debitore e pertanto anche davanti un giudice perdereste la causa. Quanto tempo serve per verificare l’informazione in Zefix? Meno di 1 minuto!
  2. Contratti o conferme d’ordine firmati da soggetti senza alcun diritto di firma. Anche in questo caso perdereste la causa. Quanto tempo serve per verificare l’informazione in Zefix? Meno di 2 minuti!
  3. Soggetto debitore in liquidazione che continua ad ordinare merce. Sembra folle, ma ho incontrato diverse società che inviavano merce a società fallite oltre Gottardo! Quanto tempo serve per verificare l’informazione in Zefix? Meno di 1 minuto!

 

Vi segnalo ora una delle ultime truffe avvenute in Ticino: un soggetto si è recato presso diversi punti vendita ordinando e ritirando merce per conto di una società esistente fornendo a garanzia della propria solvibilità il proprio estratto esecuzioni: ma questo era falso e la società ignara di cosa stava succedendo!

State sempre all’erta! Una sola telefonata avrebbe svelato il trucco e salvato centinaia di migliaia di franchi!

Come se la passano i cantoni limitrofi? Per tornare sui numeri nel Moesano, ad esempio, i precetti verso le aziende sono passati da 513 nel 2012 a ben 1’342 nel 2016, ovvero sono quasi triplicati in 4 anni!

E ricordate: l’80% delle perdite si ha con i clienti abituali. La fiducia, l’amicizia, la relazione di lunga durata portano a commettere leggerezze e trovarsi con grossi buchi a fine anno. Facile? Assolutamente no, ma una buona dose di trasparenza e dialogo aiuta a tutelare la vostra società e i vostri utili.

Diamo una rapida occhiata anche alle nuove aperture: siamo passati da 236 a inizio 2012 alle 151 di quest’anno: quasi la metà (il dato tra l’altro è costante negli ultimi due anni). Altro segnale che il Cantone inizia a non essere attrattivo ed evidenzia evidenti difficoltà.

Come fare a tutelarsi? Ci sono tre buone abitudini da applicare sistematicamente:

prendere tempo: pochi minuti per un controllo anche basilare aiuta a ridurre le perdite fino al 40%. Sorrido quando sento dire: “nella nostra attività non abbiamo tempo”. E quanto tempo perdete successivamente per la verifica periodica dei debiti, invio di solleciti (con i relativi costi), telefonate al debitore, eventuale preparazione e compilazione di documenti per attivare una procedura di incasso e via discorrendo?

porsi sempre una domanda in più: la società esiste? Il nome della società è corretto? L’indirizzo di fatturazione coincide con quanto registrato? Chi ha potere di firma?

creare una buona cultura aziendale sul rischio (per tornare al punto di partenza): tutti i settori della società devono essere coinvolti per tutelare l’attività stessa e creare valore.

Ricordo un vecchio meme pubblicitario: prevenire è meglio che curare! Da quale parte volete stare? Prevenzione o cura?

 

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