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Maurizio Fasce

Maurizio Fasce

LE GRANDI SFIDE DELLO SPEDIZIONIERE: INTERVISTA DEL NOSTRO VICE DIRETTORE ANGELO PIFFARETTI AL VICE PRESIDENTE DELLA FEDESPEDI

 

MAURIZIO FASCE

 

Quali sono le grandi sfide che lo spedizioniere internazionale dovrà affrontare in futuro?

Il quadro economico globale è in continua evoluzione e lo spedizioniere internazionale è chiamato a ridefinire il proprio ruolo e le proprie strategie, per prepararsi a far fronte ad una serie di sfide epocali, che avranno nella logistica e nella catena di distribuzione i principali terreni di confronto.

Mi riferisco, in primis, alle sfide legate alla rivoluzione del mercato dei consumi al dettaglio, introdotta dai grandi operatori della web-economy – che con il suo apporto contribuisce in maniera rilevante alla crescita del PIL mondiale – e che è destinata a trasformare in modo radicale il mondo del consumo, del lavoro e dei servizi, soprattutto logistici.

La rivoluzione digitale dell’economia richiederà, infatti, un supporto logistico aggiornato alle necessità degli operatori dell’e-commerce, dove flessibilità del servizio (consegne in qualsiasi parte del mondo), certezza dei tempi e rapidità di esecuzione saranno i principali fattori determinanti.

 

L’economia però non è solo web-economy: le merci viaggiano sempre su camion, nave, aereo o ferrovia. Le infrastrutture che supportano la logistica sono in evoluzione?

Certo e un’altra grande sfida è quella connessa ai progetti di ridefinizione della logistica a livello globale, quali il raddoppio del canale di Suez, gli investimenti su Panama, gli accorpamenti e le fusioni dei grandi gruppi armatoriali, il gigantismo navale e l’eccesso di stiva che, in combinazione con un volume complessivo dei traffici mondiali solo in lieve crescita, ha favorito un lungo periodo di flessione dei noli che con ogni probabilità, continuerà anche nei prossimi mesi.

 

Immagino che anche tutte le novità normative a livello globale saranno un altro aspetto da non trascurare…

In effetti assisteremo a profondi cambiamenti nel contesto normativo sia a livello internazionale, per l’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale Comunitario e l’emendamento alla Convenzione SOLAS (che introdurrà dal 1 Luglio 2016 l’obbligo di pesatura certificata di ogni container in esportazione, pena il mancato imbarco), che a livello nazionale, con l’introduzione del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, nel tentativo di giungere ad una nuova definizione della gestione portuale, attraverso il superamento della Legge 84/94 ed una apertura alle Autorità di Sistema. Per affrontare queste sfide, lo spedizioniere moderno dovrà modificare radicalmente il proprio modo di porsi sul mercato.

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Nel dettaglio, cosa intende dire con “modificare il proprio modo di porsi sul mercato”? 

Mi riferisco anzitutto all’approccio “strutturale” ed “organizzativo”. Bisogna abbandonare l’idea che si possa fare lo spedizioniere internazionale senza avere un’adeguata struttura di supporto, costituita da una rete di uffici ed agenti esteri.

In tale prospettiva, sempre più fondamentale diverrà la capacità di servire il cliente in ogni angolo del mondo e la specializzazione nei “prodotti verticali”, meno aggredibili dalla concorrenza esterna al mondo spedizionieristico.

Immagino che tutto ciò sia possibile solo a patto di avere a disposizione delle strutture informatiche moderne e di un certo livello. Gli investimenti nell’Information Technology diventeranno un fattore critico di questo percorso di cambiamento? 

Certamente, sarà fondamentale l’aggiornamento dei sistemi IT che dovranno essere sempre più fruibili, intuitivi ed accessibili.

Tali sistemi dovranno possibilmente integrarsi con la gestione amministrativa ed operativa dei processi in ambito portuale, in grado di fornire ai clienti dati ed informazioni in tempo reale, non solo sulla tracciabilità fisica delle merci, ma anche a livello documentale, finanziario ed amministrativo.

Inoltre, sarà necessario intensificare gli investimenti su strutture capaci di offrire servizi a valore aggiunto alle merci, passando quindi ad assetti aziendali molto più strutturati, in grado di fornire servizi di logistica completi ed efficienti.

Il tutto sarà possibile solo con una radicale rivoluzione culturale degli spedizionieri. Secondo me é arrivato ora il momento di cominciare ad investire davvero in formazione e specializzazione: l’intera categoria deve fare un passo importante e deciso per una vera svolta culturale, non crede? 

Con questa affermazione anticipa il mio pensiero: i cambiamenti dovranno riguardare prima di tutto l’ambito culturale e la formazione degli operatori del settore.

Per poter mantenere il proprio ruolo nell’era dell’economia digitale, lo spedizioniere internazionale dovrà poter contare su sinergie organizzative, commerciali e tecnologiche, curando la formazione del proprio staff e l’aggiornamento costante delle proprie risorse umane. Solo da investimenti mirati in questi ambiti potrà partire una vera svolta culturale.

 

 

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