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La mancata rispedizione delle bolle doganali: quali rischi?

La mancata rispedizione delle bolle doganali: quali rischi?

IN CASO DI MANCATO APPURAMENTO E RISPEDIZIONE DELLE BOLLE DOGANALI ITALIANE L’ESPORTATORE RISCHIA DI DOVER PAGARE IL 22% DI IVA.

Per le operazioni doganali di esportazione dall’Italia verso la Svizzera, le ditte esportatrici di beni emettono le fatture in esenzione di IVA in quanto la merce è destinata ad un paese estero, fuori dall’Unione europea. La bolla doganale completa di “visto uscire” è l’unico documento che attesta che le merci sono andate oltre confine e legittima l’emissione di una fattura di vendita senza l’IVA del 22%.

In caso di controlli da parte delle Autorità finanziare la bolletta doganale va esibita a dimostrazione della correttezza dell’intera operazione, ma purtroppo sono frequenti i casi di aziende che si vedono costrette a pagare l’IVA sulle loro esportazioni, oltre a salate sanzioni amministrative, in quanto non in possesso di tali documenti o perchè incompleti.

In effetti i problemi per le ditte esportatrici possono concretizzarsi in due momenti particolari: nell’apposizione del “visto uscire” telematico e nella rispedizione della bolla doganale.

Anzitutto è utile spiegare la prassi doganale relativa all’apposizione del “Visto uscire telematico”: i funzionari doganali, nel momento in cui la merce in esportazione varca i confini di uno Stato appartenente all’ UE, appongono un “visto uscire” informatizzato – che ha sostituito il vecchio timbro in uso fino a pochi anni fa – immettendo i dati della bolla doganale nei database doganali con un’operazione prettamente manuale. La normativa prevede che tale “visto uscire” debba essere apposto entro le 48 ore dall’effettiva uscita delle merci dal confine ed in caso di mancata apposizione l’operazione di esportazione viene annullata decorsi 90 giorni dall’emissione.

Purtroppo, come ogni altra attività manuale e ripetitiva, anche questa operazione può essere soggetta ad errori e la normativa non impone all’operatore doganale che effettua lo sdoganamento un controllo sull’effettiva apposizione di questo “visto”. Da qui deriva il fatto che la maggior parte degli operatori rispediscano le bolle doganali il giorno successivo all’operazione doganale senza verificare l’appuramento dell’MRN e lasciando che tale controllo venga effettuato dalla ditta esportatrice direttamente dal sito web dell’Agenzia delle Dogane.

Anche la rispedizione può essere un momento delicato per la perdita di documenti importanti: basti pensare a quante spedizioni postali vengono smarrite ogni giorno per capire che l’invio cartaceo di tali documenti è un rischio troppo elevato da non dover correre.

Franzosini Italia S.r.l., spedizioniere doganale del gruppo SA Luciano Franzosini, ha adottato soluzioni specifiche in merito a queste problematiche:

– per quanto riguarda il “visto uscire”, i dichiaranti doganali verificano che tutte le varie esportazioni siano state registrate regolarmente dalla Dogana, controllando l’appuramento dell’MRN di ciascuna operazione. Solo quando tale controllo ha confermato il buon esito 12

dell’esportazione con la registrazione del “visto uscire” informatizzato verranno rispediti i documenti alle ditte esportatrici;

– la rispedizione della bolla doganale, completa di “visto uscire” telematico, avviene tramite un sistema informatizzato che, dopo aver acquisito i dati relativi all’acquisizione del “visto uscire”, invia automaticamente tramite messaggio e-mail la bolla in formato elettronico alle ditte esportatrici.

E non è tutto: quando il sistema informatico segnala la mancanza di un “visto uscire” su una bolla doganale, i nostri dichiaranti doganali intervengono direttamente in Dogana per sanarle e dando a i nostri clienti solo la documentazione già completa in ogni sua parte.

Franzosini Italia è consapevole di rispedire i documenti doganali con una tempistica leggermente più lunga, in quanto dipendente dai tempi materiali impiegati dalle dogane per apporre i “visti uscire” sulle esportazioni, ma preferisce evitare che tali controlli siano omessi o in qualche modo sottovalutati: siamo convinti che la scelta di non voler far correre il rischio di dover pagare l’IVA del 22% sulle esportazioni, a causa di errori o dimenticanze, sia ben apprezzata dai nostri clienti.

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