Seleziona Pagina

Decisione d’imposizione 2.0: il formato elettronico

Decisione d’imposizione 2.0: il formato elettronico

CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA SU QUESTO DELICATO PASSAGGIO AL FORMATO ELETTRONICO DELLE DECISIONI D’IMPOSIZIONE CON UNA SERIE DI DOMANDE E RISPOSTE

 

Che cos’è la decisione d’imposizione (di colore giallo attualmente)?

La decisione d’imposizione cartacea di colore giallo è costituita da 2 documenti inviati per posta dall’AFD al detentore di un conto doganale. I documenti sono così suddivisi: IVA e dazio. Questi vengono poi inviati all’importatore nel caso in cui non sia detentore di un conto doganale.

 

Cos’è il bordereau?

Il bordereau (distinta dei tributi) è un documento cartaceo riepilogativo inviato per posta dall’AFD, contenente tutte le imposizioni di IVA e DAZIO effettuate, relativamente ad un certo periodo.

 

Mentre l’IMe importazione?

È la decisione d’imposizione in formato elettronico. Si tratta di un file in formato XML, munito di firma digitale, che viene rilasciato dall’Amministrazione delle Dogane e messo a disposizione al detentore del conto doganale che può ritirarlo in diverse modalità. Tale file sostituisce il vecchio documento cartaceo. L’Amministrazione delle Dogane o delle Contribuzioni, nel caso di un controllo, non richiederà la decisione d’imposizione stampata ma il file elettronico, l’unico file a valore legale.

 

Quando entrerà in vigore?

L’introduzione obbligatoria avverrà dal 1 marzo 2018.

 

Quali passi sono necessari per ottemperare all’obbligo imposto dall’AFD?

I detentori di un conto doganale (PCD) dovranno registrarsi un’unica volta nel portale dedicato alla gestione dei clienti della Dogana (GCD) mediante il proprio numero di identificazione dell’impresa (IDI). Le aziende importatrici che non dispongono di un PCD riceveranno le IMe dall’operatore doganale, mediante un supporto elettronico o con un codice d’accesso che permetterà loro di ritirare personalmente l’IMe in internet (https://e-dec-web.ezv.admin.ch/edecZugangscodeGui/?rvn=2)

 

Il PCD e la GCD cosa sono?

Il PCD è il conto doganale per la procedura accentrata di conteggio dell’Amministrazione delle Dogane. Viene destinato a tutti gli importatori e spedizionieri che pagano regolarmente tributi sulle merci commerciabili. La GCD è un’applicazione internet che permette la registrazione e l’amministrazione centralizzata dei dati base di tutti i clienti della Dogana.

 

E cosa significano IMIe e IMDe?

La IMIe è la decisione d’imposizione elettronica relativa all’IVA mentre l’IMDe è la decisione d’imposizione elettronica relativa al dazio.

 

Il formato cartaceo, quello giallo per intenderci, lo riceveremo ancora?

No, verrà sostituito dall’IMe. I files inviati dall’AFD conterranno comunque un formato stampabile (PDF) equivalente al vecchio documento cartaceo ma non avrà alcun valore legale.

 

Quindi, al posto della quietanza gialla, riceveremo un file dalla Dogana?

No, la Dogana metterà a disposizione del titolare del conto PCD un set di files elettronici.

 

Dove e come sarà possibile prelevare le proprie IMe?

L’operazione di ritiro dell’IMe da parte di un’azienda importatrice è possibile in diverse modalità:

  1. Azienda importatrice che dispone di un proprio PCD:
    mediante codice d’accesso fornito dall’operatore doganale è possibile ritirare una singola IMe alla volta. Questa modalità è fortemente raccomandata per le aziende con poche importazioni. Mediante l’interfaccia web messa a disposizione al link https://e-dec-web.ssl.admin.ch/edecDocumentGui/ è possibile ritirare diversi documenti oltre all’IMe, tra cui anche il bordereau (distinta dei tributi). Si possono ritirare più documenti alla volta. Tale modalità è fortemente raccomandata per aziende con volumi di importazione ridotti.
    Mediante “services” (web o mail) implementati dall’azienda stessa in un’applicazione ad hoc. Tale modalità è fortemente raccomandata per aziende con grandi volumi di importazioni.
  2. Azienda importatrice che non dispone di un proprio conto PCD:
    mediante codice d’accesso fornito dall’operatore doganale è possibile ritirare una singola IMe alla volta. Possibilità di ricevere in modo automatico mediante posta elettronica il set di files dell’IMe. L’e-mail verrà inviato direttamente dall’operatore doganale che ha effettuato la dichiarazione d’importazione.

 

Le IMe devono essere ritirate singolarmente?

È possibile ma sconsigliato per un’azienda importatrice che tratta volumi rilevanti. Il processo di ritiro singolo dell’IMe mediante l’inserimento del codice d’accesso nel sito internet è semplice ma dispendioso in termini di tempo. Ogni singolo ritiro impegna circa 5/6 minuti dall’inserimento del codice alla scompattazione del set che verrà ricevuto per e-mail. Inoltre bisogna contemplare la necessità di dedicare all’interno delle proprie strutture informatiche un apposito archivio ed un sistema di ricerca dell’IMe che sia molto performante.

 

Vi sono soluzioni piú dinamiche?

La soluzione più dinamica , ma nel caso di volumi rilevanti di operazioni d’importazione merci, è sicuramente l’utilizzo di software dedicati sviluppati internamente o acquistati in licenza presso terze parti. Fermo restando che questa può essere una soluzione abbastanza onerosa economicamente, è comunque possibile ricevere in modo automatico dallo spedizioniere la propria IMe mediante un messaggio di posta elettronica.

 

Se archiviate voi le IMe per nostro conto, siete anche responsabili in caso di eventuali controlli da parte delle autorità competenti?

No, l’importatore rimane responsabile e dovrà fornire i files eventualmente richiesti dalle suddette autorità.

 

Vi sono differenze per le aziende che non hanno un proprio conto PCD?

Le aziende importatrici sprovviste del conto PCD riceveranno in ogni caso via e-mail le loro IMe. Queste saranno inviate automaticamente dallo spedizioniere. Nel caso in cui quest’ultimo non sia in grado di inviare quanto sopra, potrà comunque fornire all’importatore il codice d’accesso ed il numero della dichiarazione necessari per effettuare il ritiro dell’IMe presso il sito internet dell’AFD.

 

L’archivio posso averlo presso uno spedizioniere?

Vi è un obbligo da parte dell’importatore di archiviare personalmente per 10 anni le IMe. Lo spedizioniere può fornire, eventualmente, come servizio supplementare a pagamento, l’archiviazione per conto dell’azienda importatrice. Tale archiviazione deve essere sicura e conforme alla legislazione vigente. Questo comporta anche la certezza della non modificabilità dei documenti elettronici archiviati.

 

Nell’area riservata troveremo anche altri documenti?

Franzosini è consapevole del fatto che la digitalizzazione è oramai una necessità per ogni azienda che si voglia distinguere dalle altre per ottenere processi più performanti. Fornire alla propria clientela un portale unico d’accesso dove poter recuperare tutti i documenti è fondamentale per il raggiungimento di orizzonti qualitativi sempre più ambiziosi.

 

Conservate la documentazione per 10 anni?

Certamente! I documenti fiscali a livello legale come le IMe saranno disponibili alla visualizzazione ed al download per 10 anni. Ma anche gli altri documenti che metteremo a disposizione, come fatture, bollettini di consegna firmati, mandati di trasporto, mandati di sdoganamento, CMR, EUR1, estratti conto saranno conservati nel nostro storage per il minimo periodo richiesto dalla legislazione. Franzosini è in grado inoltre di realizzare per i propri clienti delle statistiche ad hoc per permettere delle analisi mirate di business intelligence.

 

Ci sono costi per la gestione delle IMe?

Franzosini valuterà con ogni cliente la tipologia di servizio di archiviazione richiesta.

Circa l'autore

Lascia un commento

Recent Tweets

Archivi

Categorie